Commento l’articolo che trovate di seguito perché contiene verità e imprecisioni.

Il tumore della mammella è purtroppo da sempre in costante aumento e non vi è nessuna inversione di tendenza, come dimostrano i dati statistici reperibili nei registri dei tumori.

“Il dato, riportato dal chirurgo campano, mostra come vi sia stata una preoccupante inversione di tendenza, rispetto alla lunga fase di regressione della malattia registrata alla fine degli anni Novanta in Italia, e in gran parte dei Paesi sviluppati”.

La verità è che a fronte di un aumento costante dei tumori alla mammella vi è una riduzione della curva di mortalità grazie alla diagnosi precoce e al miglioramento delle terapie.

Oggi, come correttamente riportato nell’articolo, il 90% delle donne a 5 anni di distanza è libera da malattia.

Negli ultimi venti anni si è attestata una tendenza all’abbassamento dell’età di comparsa del tumore e questo per numerose e differenti variabili, che coinvolgono tutti i fattori di rischio tra cui, ma non solo, il ritardo nell’iniziare una gravidanza.

Oggi i tumori vengono diagnosticati sotto i 40 anni grazie alle campagne di screening e alla prevenzione, ma il numero globale è ancora simile a quello di 20 anni fa.

Oggi sappiamo che il 20% e forse più dei tumori mammari ha un’origine genetica e le donne a rischio vengono seguite con più attenzione. Sicuramente oggi si vedono più casi rispetto a 20 anni fa ma questo non è dettato da un reale aumento del tumore sotto i 40 anni.

Riguardo al trattamento, l’approccio oncoplastico che prevede una chirurgia studiata per ogni singola paziente, interventi dedicati in relazione al tipo di tumore e alle caratteristiche anatomiche della mammella, alla sua forma e volume, sono da anni patrimonio della chirurgia dedicata alla mammella.

Personalmente ho iniziato a tenere i primi congressi su questo argomento nel 2000, dopo un’esperienza di 5 anni condivisa da studi clinici con il chirurgo tedesco W. Audretch.

Nel 2009 abbiamo pubblicato un lavoro scientifico proprio sulle mastectomie conservative, allego uno screenshot a questa mia riflessione. Chi fosse interessato ad approfondirlo mi contatti sul blog o sui social.

 

Potete leggere l’articolo a questo link.

 

maurizio nava mastectomie conservative

Dott Maurizio Bruno Nava

Specialista in Chirurgia Plastica Ricostruttiva e Estetica. Chirurgia generale – Oncologia.

Professore a Contratto – Scuola di Specializzazione in Chirurgia Plastica – Università degli Studi di Milano.