Buongiorno a tutte
in questo momento così delicato, continuiamo ad approfondire in modo corretto gli aspetti legati alla Prevenzione e alla Diagnosi precoce.

Abbiamo due domande simili, Michela e Claudia, per cui rispondo insieme così è più semplice per tutti:
“Sento sempre parlare di prevenzione, diagnosi precoce, che differenza c’è tra le due? Cosa si può fare per ridurre il rischio di avere un tumore al seno? Nella prevenzione del cancro al seno c’è anche l’alimentazione – chiede invece Claudia – esiste correlazione tra le due cose?”

Allora il concetto della prevenzione è che esistono tre tipi di prevenzione: primaria, secondaria e terziaria.

La primaria rimuove la causa vera e qui non è possibile perché non possiamo rimuovere perché non sappiamo neanche noi perché nasce un tumore della mammella.

La prevenzione secondaria è quella che fa di tutto per evitare che la malattia si manifesti quando ormai è difficile da trattare, per cui si basa un pochettino sulla prevenzione precoce; per cui questa prevenzione secondaria si basa sulla informazione delle donne per renderle consapevoli di che cosa vuol dire un tumore della mammella, su cosa bisogna fare per cercare di conoscerlo il più presto possibile.

Vi ricordate abbiamo parlato molte volte di conoscere se stesse, per cui un auto esame, vedersi allo specchio, vedere le differenze, fare un auto palpazione, magari la prima volta guidata da un esperto, in modo tale che conoscete la vostra mammella e una volta che vi conoscete sapete già voi stesse capire delle differenze.
E poi esistono i programmi cd. di screening che sono quelli che tutte le regioni organizzano: dopo i cinquant’anni , alcune dopo i cinquantacinque, tutte le donne vengono sottoposte ogni due anni circa a una mammografia.

E già questo è più che sufficiente per poter avere – screening vuol dire quello – informazioni su eventuali comparse di lesioni nelle mammelle.

Questa è un pò la prevenzione e la diagnosi precoce.

Poi esistono una categoria di persone, di donne ma parliamo anche di uomini perché anche il tumore alla mammella seppur raramente può essere presente nell’uomo, che hanno delle mutazioni genetiche o quantomeno hanno una familiarità, cioè hanno nella loro famiglia delle altre persone che hanno avuto questo tumore, che possono essere padre, madre, zie, nonne, sia materne che paterne.

Queste persone a seconda del numero dei famigliari, dell’età in cui è comparso e del tipo hanno una predisposizione più alta e per cui vengono seguite in modo diverso, devono andare in un centro genetico dove fanno una valutazione per sapere se devono essere sottoposte a test cosiddetto della mutazione, cioè dei geni BRCA1 e BRCA2.

Da qui segue tutto il percorso per capire se fare solo una prevenzione per immagini oppure fare un intervento chirurgico, ma di questo ne abbiamo parlato in altre situazioni.

Per cui fare prevenzione e diagnosi precoce è praticamente più o meno lo stesso significato, cioè arrivare a cercare se dovesse insorgere – purtroppo oggi una donna su otto ha questo problema per quello che la prevenzione è fondamentale – trattare quel tumore sapendo che oggi se lo prendiamo nei tempi giusti più del 90% guarisce.

Questo per quanto riguarda la prevenzione e la diagnosi precoce.
L’altra domanda era più legata anche un pò all’alimentazione, l’abbiamo detto tantissime volte, fa parte di uno stile di vita, dieta vuol dire stile di vita, non è solo perché mangio meno una cosa oppure un’altra, è uno stile di vita.

Per cui è chiaro che se io abuso di qualche cosa altero i miei meccanismi regolatori e si è visto che ad esempio nelle popolazioni occidentali più sviluppate rispetto alle orientali, parliamo di trenta o quaranta anni fa era più frequente il tumore alla mammella, ad esempio nelle donne americane che nelle donne giapponesi perché avevano due stili di vita completamente diversi, soprattutto anche nell’alimentazione.

Eccesso di carni, grassi saturi, insaturi, eccetera. Mentre le donne giapponesi avevano un’alimentazione completamente diversa, più salutare.

Sicuramente c’è anche una componente perché quando poi le donne giapponesi si trasferivano sul territorio americano in terza generazione avevano la stessa percentuale, perché cominciavano a mangiare nello stesso modo. E anche l’ambiente, cioè l’inquinamento, contribuisce.

Per cui l’alimentazione è importante ma non solo per il tumore alla mammella ma per una qualità di vita migliore.

Grazie.

A presto.

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Prevenzione, Diagnosi precoce e Alimentazione #MaurizioNava #AskMBN #Prevenzione Condividi il Tweet