Rispondo a due domande contemporaneamente perché sono simili. La prima è un episodio di malasanità, che purtroppo possono succedere, non penso che ci sia nessuno che abbia intenzione di fare qualcosa che non sia il meglio per una paziente.

Purtroppo gli errori ci possono essere, siamo esseri umani e solo chi non fa non sbaglia. Poi bisogna capire perché c’è stato, cosa è stato, non è facile nel contesto.

A volte purtroppo i media usano un linguaggio che non è lo stesso del linguaggio scientifico e pur di fare lo scoop giornalistico a volte spendono qualche parola che magari non corrisponde scientificamente alla stessa situazione.

Solo per chiarire alcune cose perché tutte le cose vanno prese nel modo giusto.

Poi mi chiede: “ma perché la radioterapia è così debilitante?”.

Oggi giorno, con sincerità, gli acceleratori lineari migliorano sempre di più e in effetti a meno che sia necessario un trattamento particolare oppure sia già la paziente debilitata la radioterapia non influisce più di tanto rispetto a un trattamento adiuvante alla chirurgia.

Per cui mi spiace che abbia avuto questa esperienza o sue conoscenti abbiano avuto questa esperienza.

Nello stesso tempo mi chiede: “ma non ci sono altre terapie?”

E’ una domanda abbastanza complessa, nel senso che la terapia dei tumori si avvale di differenti tecniche e differenti strumentazioni che vanno dalla chirurgia, all’ablazione con il laser, agli ultrasuoni, alla radioterapia, alla chemioterapia.

Per cui ci sono tante terapie.

A volte per ottenere una guarigione completa tutte queste vengono messe insieme: la neo adiuvante e prima la radioterapia o chemioterapia, poi la chirurgia poi magari l’ormonoterapia. Per cui è complesso.

Però questa grave problematica della radioterapia non l’ho riscontrata come lei la descrive. Quantomeno, magari succedeva anni fa ora non è così.

La domanda successiva è più o meno parte della sua stessa domanda, riguardo a una nuova sperimentazione che come dice questo articolo in un secondo elimina con un raggio gli elettroni accelerati.

In letteratura non è ancora comparso niente del genere; sicuramente è nella ricerca, ci sarà bisogno di avere dati perché oggi per fare un trattamento c’è bisogno di uno studio clinico controllato che deve essere approvato da un comitato etico perché non è che il primo che inventa una cosa allora la sperimento sull’uomo.

Ci sono tutte le sperimentazioni pre cliniche, in vitro e in vivo, vuol dire fatte in provetta e fatte su animali e anche qui sugli animali abbiamo bisogno di un comitato etico che ci consenta di fare questi studi; ovviamente sono esseri come noi. E lo stesso si fa sull’uomo.

Una volta che abbiamo verificato che può avere un impatto c’è bisogno di uno studio clinico.

Per cui siamo agli inizi. Ho letto l’articolo, sono degli elettroni accelerati, li abbiamo scoperti vicino a Praga, speriamo che questo sia un nuovo trattamento che possa ridurre come diceva la signora i danni della radioterapia che a lei hanno così impressionato.

E’ una forma specifica selezionata, direi quasi stereotassica, cioè nel punto esatto, e per cui il futuro sicuramente ci offrirà trattamenti incredibili.

Se vi ricordate qualche film futurista si entra in una specie di risonanza magnetica e usciamo guariti.

Speriamo di arrivare a quello.

Grazie.
A presto.

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Possibili alternative alla Radioterapia #AskMBN #MaurizioNava #Radioterapia Condividi il Tweet
Dott Maurizio Bruno Nava

Specialista in Chirurgia Plastica Ricostruttiva e Estetica. Chirurgia generale – Oncologia.

Professore a Contratto – Scuola di Specializzazione in Chirurgia Plastica – Università degli Studi di Milano.