Abbiamo già affrontato il tema dell’alterazione dei geni che fanno aumentare le probabilità di ammalarsi di tumore alle mammelle e alle ovaie.

Ma l’importanza di questo argomento merita ulteriori precisazioni e approfondimenti.

Come sappiamo l’alterazione dei geni BRCA1 e BRCA2 possono determinare un aumento del rischio sino all’80% circa per la mammella e oltre il 50% per il tumore delle ovaie.

Questo non vuole dire che sicuramente una donna si ammalerà dei due tumori sopra citati ma che esiste un rischio più alto rispetto a una donna non “mutata”.

La cosa più importante è prendere una decisione consapevole e non emotiva, magari a seguito dello spavento causato dalla notizia di essere positiva al test genetico o perché si ha un tumore alla mammella e si vuole essere operate bilateralmente.

Una decisione consapevole nasce da un percorso attento e approfondito detto “Counseling Genetico”. 

Invito tutte le donne che desiderano informarsi, o sanno di avere una mutazione genetica, di recarsi presso un centro specializzato o da un esperto che può garantire un percorso decisionale attraverso visite personalizzate con genetista, psicologa, chirurgo oncoplastico o senologo e chirurgo plastico.

Un percorso articolato che può durare anche sei mesi.

Solo questo percorso consente di ricevere tutte le informazioni in modo completo e di potere alla fine fare una scelta consapevole.

Una donna bene informata e consapevole ha il diritto di decidere il proprio destino e qualsiasi sia la sua decisione va rispettata.

Quando affronto questo problema con le mie pazienti che mi chiedono un consiglio, rispondo sempre dicendo che il mio compito è di informarle nel modo migliore ma che la decisione è esclusivamente loro.

Condivido, quindi, la decisione di Angelina Jolie in quanto si tratta di una sua decisione e trovo tutti i commenti che ci sono stati inutili e a volte fuorvianti per le altre donne che purtroppo devono affrontare questo problema, riducendo la notizia a un gossip senza informazioni corrette.

Oggi si stima che circa il 20% dei tumori alla mammella sia di origine genetica, ma ci sono alcune mutazioni non ancora bene conosciute e si pensa che l’alterazione genetica potrebbe essere presente nel 40% dei casi.

Penso che se affrontato nel modo sopra descritto sottoporsi al test sia un valore aggiunto per la donna, che può gestire in prima persona la sua malattia e/o il rischio di averla.

Sapendo che l’intervento non elimina completamente il rischio del tumore ma lo riduce al 5% – tanto è vero che viene definita “Mastectomia di riduzione del rischio” e non “Mastectomia profilattica” come da molti erroneamente chiamata – sarà proprio la donna a decidere in assoluta libertà e consapevolezza.

Vorrei tranquillizzare tutte le donne che oggi fortunatamente in Italia tutte possono accedere a centri specializzati e professionisti esperti; certo è necessario scegliere in modo attento e se non si è soddisfatte cambiare anche più volte centro o specialista perché si tratta della vostra vita ed è la vostra qualità di vita che mettete in gioco.

Oggi è possibile essere informate e consapevoli e ricevere una chirurgia sempre più vicina ad un trattamento cosmetico.

Dott Maurizio Bruno Nava

Specialista in Chirurgia Plastica Ricostruttiva e Estetica. Chirurgia generale – Oncologia.

Professore a Contratto – Scuola di Specializzazione in Chirurgia Plastica – Università degli Studi di Milano.