La paziente, una donna di 30 anni, si è rivolta a me per un tumore localizzato nella mammella destra; insieme abbiamo iniziato il percorso diagnostico e la valutazione con l’oncologo medico e la paziente è stata prima trattata con una Chemioterapia Neoaudiuvante, in modo da cercare di valutare sia la risposta del tumore al farmaco sia un’eventuale riduzione del tumore stesso.

Terminata la Neoaudiuvante si è deciso di procedere con una Mastectomia di sicurezza per asportare tutto e, come sempre, è stato scelto un percorso oncoplastico.

È stata valutata quella che viene definita una Mastectomia Conservativa, ossia sono state risparmiate la cute, l’areola e il capezzolo, eseguendo un’accurata biopsia dei dotti all’interno per verificare che non ci fossero cellule tumorali.
In immediato è stata eseguita la Ricostruzione, con un impianto di protesi ad espansione temporanea, che nel tempo è stato gonfiato fino al volume che più o meno la paziente desiderava come risultato finale.

Prima del secondo tempo operatorio – obbligatorio per sostituire l’espansore con la protesi permanente ed eseguire una Mastoplastica Additiva alla mammella laterale – come desiderio della paziente stessa si è deciso insieme di eseguire un trapianto di cellule adipose per migliorare il risultato cosmetico finale e la percezione della mammella ricostruita.

Grazie al Lipofilling abbiamo aumentato lo spessore tra muscolo e cute e tra la parte inferiore della protesi, nel polo inferiore, e la cute stessa. E’ stato, così, possibile ottenere una mammella più morbida e più calda e, di conseguenza, più accettata dalla paziente stessa.
Nel secondo tempo ricostruttivo è stata rimossa la protesi a espansione, ridefinito la tasca, ricostruito il solco, inserito la protesi permanente e, nella mammella contro laterale, è stata eseguita una Mastoplastica Additiva.

In tutte e due le mammelle sono state inserite protesi anatomiche, ovviamente di forma – inteso come diametro, proiezione ed altezza – diverse in quanto una doveva ricostruire una mammella e l’altra doveva solo aumentare una mammella già esistente.

Nel video è mostrato il risultato a sei mesi di distanza dall’intervento e, ancora una volta, vorrei sottolineare come le mammelle sembrino naturali, si muovono al movimento delle braccia, sono morbide quando vengono toccate e alla contrazione muscolare non vi è alterazione della forma.
Inoltre quando si muovono le braccia si avvicinano come delle mammelle naturali.
Questo è possibile grazie alla tecnica chirurgica, alla scelta degli impianti adeguati e alla paziente che deve collaborare insieme al Chirurgo indossando per tre mesi il reggiseno in modo che i tessuti aderiscano nel modo migliore alla superficie ruvida e testurizzata della protesi.
La scelta delle protesi si è basata su un approccio bidimensionale, prendendo esattamente le misure sia della mammella sana – spessore della ghiandola, spessore mediale laterale, proiezione – sia della mammella in cui è stata eseguita la Mastectomia, tenendo conto del diametro e della proiezione e comparandola all’altra mammella.

Come protesi si è scelta nella mammella da ricostruire una protesi con un diametro di 14 cm, altezza di 12,9 cm e con una proiezione di 6,5 cm da 520 cc. mentre nella mammella sana è stata inserita una protesi con un diametro di 11,5 cm, un’altezza di 10,6 cm e una proiezione di 4,2 cm, per un totale di un volume di 245 cc.

Per la seconda protesi l’acronimo è MM mentre per la prima l’acronimo è MX.
Questo vuol dire che è stata mantenuta un’altezza media per dare più o meno la stessa forma – ovviamente differente tra Ricostruzione e Mastoplastica Additiva – ed è stato cambiato in maniera consistente il diametro e la proiezione, proprio per dare la stessa forma che come vedete nel video è stata raggiunta.

Pre operatorio

Video