Donna di 40 anni che dopo due gravidanze ha avuto uno svuotamento delle mammelle con perdita di volume e forma.

In altre parole l’allattamento, non sempre succede, ha causato prima una distensione dell’involucro cutaneo e quindi un eccesso di cute e alla fine dello stesso una riduzione della ghiandola mammaria.

In questo caso il desiderio della paziente era di avere un riempimento del seno il più naturale possibile, senza cicatrici visibili, quindi rifiutava una mastopessi con cicatrci T invertita, piccola, per alzare un poco la caduta.

Insieme si è deciso di utilizzare una protesi anatomica con gel morbido, detto Soft Touch, ma sempre coesivo. Si è scelta una protesi FF ST, altezza e proiezione full con gel soft, del diametro di 11,5 e altezza di 12 cm per un volume finale di 290 cc.

La protesi è stata posizionata sotto il muscolo grande pettorale con tecnica dual plane, cioè la parte superiore della protesi è coperta dal muscolo, mentre la parte inferiore è a contatto con la fascia superficiale.

Questa tecnica chirurgica era d’obbligo per evitare che il bordo superiore della protesi fosse visibile, considerando che i tessuti e la cute erano sottili.

Il video mostra il risultato finale a 6 anni.

Come si vede il seno è stato riempito, è naturale e mobile ai movimenti delle braccia proprio come deve essere una mammella naturale, nonostante la protesi sia sotto muscolare.

Chiaramente non è stato possibile risolvere completamente la ptosi, caduta della mammella, ma si è potuto risolverla parzialmente.

Così ha voluto la paziente che, come detto, non voleva cicatrici sulla mammella; la cicatrice come sempre è nel solco sotto mammario e quindi praticamente invisibile.

La seconda opzione era utilizzare una protesi molto più grossa ed extra proiettata che, tuttavia, non sarebbe stato possibile mettere per i parametrici anatomici biodimensionali, volume eccessivo rispetto alle dimensioni del torace, e perché i tessuti non avrebbero supportato nel tempo una extra proiezione.

Non ultimo io avrei rifiutato di utilizzare una protesi che sarebbe rientrata nei parametri biodimensionali.

Se ricordate il caso e il video discusso la settimana scorsa, ho utilizzato una protesi FF ST in ambedue le pazienti con un risultato completamente differente proprio per le caratteristiche anatomiche delle mammelle.

E’ quindi è molto importante conoscere i desideri delle pazienti e da parte del chirurgo conoscere in maniera approfondita le protesi anatomiche per decidere la forma e dimensione corretta per raggiungere l’obiettivo comune, un seno il più naturale possibile.

Niente di magico ma solo analizzare bene mammelle, tessuti e parametri biodimensionale, informare bene le pazienti e avere un chirurgo ben preparato.

Dott Maurizio Bruno Nava

Specialista in Chirurgia Plastica Ricostruttiva e Estetica. Chirurgia generale – Oncologia.

Professore a Contratto – Scuola di Specializzazione in Chirurgia Plastica – Università degli Studi di Milano.