La chirurgia estetica della mammella non è niente di magico ma si basa sulla situazione anatomica iniziale di ogni paziente, sui desideri della paziente stessa e la sua soddisfazione, sulle protesi ideali da scegliere, sulle tecniche chirurgiche da adottare e su una chiara e completa comprensione tra paziente e chirurgo. Aggiungerei che niente è perfetto e che purtroppo ogni decisione e scelta nella mastoplastica additiva genera rischi ed effetti collaterali.
I rischi possono essere ridotti al minimo attraverso una scelta condivisa fatta da un buon team, cioè paziente e chirurgo.
E un buon team è fatto da una paziente bene informata e da un chirurgo ben preparato.
Quindi prima di prendere una decisione ad esempio che protesi scegliere in una mastoplastica additiva è chiaro che a monte deve esserci un grande lavoro di “squadra”.
Le protesi possono essere rotonde o anatomiche e le protesi anatomiche in particolare hanno forme tali da consentire di soddisfare al meglio i desideri della paziente.
Le protesi rotonde variano solo per il diametro e la proiezione, mentre le anatomiche variano per diametro, proiezione e altezza e si hanno tre altezze diverse per 5 proiezioni pur mantenendo lo stesso diametro, quindi una possibilità incredibile di scelta.

Ecco un caso specifico che rende chiaro come desiderio della paziente, caratteristiche anatomiche, tecnica chirurgica corretta nonché scelta della protesi ideale possono portare a risultati impensabili, anche a 8 anni di distanza:
Donna giovane di 21 anni con mammelle poco sviluppate e con una malformazione iniziale detta “seno tuberoso” che chiedeva un aumento discreto, a suo dire terza / quarta, con una forma che avesse la parte superiore della mammella poco riempita e con una curva dolce, una proiezione forte delle mammelle e un’ottima definizione del polo inferiore.
La paziente preferiva la forma alla morbidezza.
In considerazione di quanto emerso dalla prima visita e dopo un’attenta valutazione delle caratteristiche anatomiche e dei desideri confermati in un secondo consulto si è deciso di utilizzare una protesi anatomica Style 510 , delle dimensioni di 12 cm di diametro e 11,1 cm di altezza per una proiezione di 5,5 cm.
La caratteristica di questa protesi è di avere un Dual Gel, cioè una protesi con un gel a differente coesività, che mantiene una forma perfetta, di avere i margini sottili, la parte posteriore concava e la parte superiore poco riempita, proprio quello che la paziente aveva idealizzato per la sua mammella.
Le caratteristiche anatomiche erano ideali, ottima qualità dei tessuti cutanei e sottocutanei e quindi possibilità di posizionare la protesi sotto la ghiandola o meglio sotto la fascia superficiale con la possibilità di ottenere un risultato naturalissimo.
Questa è una scelta che faccio sempre nelle giovani donne perché sappiamo che le protesi devono essere cambiate almeno una volta nella vita per differenti motivi e allora nel secondo intervento sceglieremo una tecnica sotto muscolare Dual Plane.
Seguendo i desideri della paziente, tenendo conto delle caratteristiche anatomiche, scegliendo la tecnica chirurgica migliore ma soprattutto scegliendo la protesi che avrebbe dato la forma desiderata, i risultati sono ottimi dopo 8 anni dall’intervento.
Tutta la sequenza di immagini e il video post operatorio li trovate a questa pagina, sezione Mastoplastiche Additive.

Dott Maurizio Bruno Nava

Specialista in Chirurgia Plastica Ricostruttiva e Estetica. Chirurgia generale – Oncologia.

Professore a Contratto – Scuola di Specializzazione in Chirurgia Plastica – Università degli Studi di Milano.