I limiti di una Corretta Informazione

Buongiorno a tutte e ancora Buon Anno Nuovo.

Le feste sono terminate e anche quest’anno torniamo alla nostra vita di tutti i giorni, ricca di novità che dovremo affrontare e superare come sempre.

Da anni ormai siamo connessi in modo interattivo con lo scopo di migliorare la conoscenza e l’informazione sui temi che ci interessano. Riprenderemo i nostri incontri via webinar e i nostri video per rispondere alle vostre domande.

Voglio aprire l’anno con una considerazione che mi dispiace dover fare ma credo sia giusto, sempre nell’ottica di aumentare la vostra capacità di interpretare in modo corretto quello che potreste leggere o sentire sui media.

Per citare una frase attribuita a Steve Jobs: “siate affamate-siate pazze”, “perché coloro che sono pazze abbastanza da pensare che possano cambiare il mondo, sono quelle che lo faranno”.

Io aggiungo “siate critiche con ciò che vi circonda e siate attrici della vostra conoscenza, non semplici spettatrici”.

Questo lo dico anche ai giovani medici.

Voglio, quindi, condividere con voi questo episodio per me fondamentale per comprendere come l’informazione sia un mezzo importante da affrontare con estrema serietà.
Verso la fine di novembre su un quotidiano ben conosciuto e diffuso a livello nazionale, sulla rubrica dedicata alla salute, è apparso un articolo dedicato alle donne e alle protesi mammarie.

In linea generale ritengo che in quell’articolo vi siano delle imprecisioni e dei messaggi poco chiari, che possono confondere chi legge invece di chiarire aspetti importanti.

Aspetto ancora più rilevante, viene affrontato un argomento molto importante e attuale per la salute delle donne che, dopo un tumore alla mammella ne hanno la necessità, o che per convivere meglio con se stesse, in estetica, decidono di farne farne uso: le protesi mammarie.

Le protesi sono un presidio medico di classe terza secondo la classificazione del Ministero della Salute e non può esserne fatta pubblicità citando il nome commerciale delle stesse.

Ho cercato di mettermi in contatto con il responsabile della rubrica, prima telefonicamente con promessa che sarei stato ricontattato al più presto, poi via email con rassicurazione che avrebbero contattato chi di dovere ma nonostante l’invio di una nuova mail a distanza di più di un mese, senza nessuna risposta, ho deciso di desistere.

Il mio intento era quello di chiarire che alcuni messaggi avrebbero potuto creare confusione nelle donne.
Sono convinto che il dovere di un qualsiasi quotidiano, a maggior ragione se di portata nazionale, sia quello di fare informazione ed educazione soprattutto in campo medico.

Quindi, anche quando leggete articoli pubblicati da fonti apparentemente certe e autorevoli come dei quotidiani diffusi a livello nazionale, verificate sempre il contenuto delle informazioni e confrontatevi con altre fonti. Come detto, “siate critiche con tutto e siate attrici della vostra conoscenza”.

A presto.

I limiti di una Corretta Informazione #MaurizioNava #CorrettaInformazione Condividi il Tweet
Dott Maurizio Bruno Nava
Specialista in Chirurgia Plastica Ricostruttiva e Estetica. Chirurgia generale – Oncologia.

Professore a Contratto – Scuola di Specializzazione in Chirurgia Plastica – Università degli Studi di Milano.