Buongiorno, ho ricevuto una domanda molto interessante che voglio condividere con tutte voi.
Una signora che ha una familiarità positiva e, purtroppo, ha avuto anche dei decessi in famiglia per un tumore alla mammella si trova, ovviamente, in difficoltà soprattutto nell’ultimo periodo, dopo l’ultimo episodio negativo; ha un pò di paura e vorrebbe fare la mastectomia.
Si è sottoposta ai test di genetica che sono risultati negativi allora si domanda: “Il sistema sanitario mi può trattare o non avendo la mutazione non posso essere trattata. Ma se lo chiedo privatamente posso farlo lo stesso?”

Credo che non sia assolutamente vero che con il sistema sanitario sia impossibile fare questo intervento se non c’è una positività del BRCA1 e BRCA2. Posso verificarlo con più attenzione ma credo che con il percorso di counseling genetico nelle unità di genetica, dove c’è una psicologa che è molto importante dal punto di vista ovviamente psicologico, cioè della vita, per casi particolari dove esiste veramente il problema, discutendo il caso nell’ambito della cd. Breast Unit si possa arrivare lo stesso a fare l’intervento in sistema sanitario.

Personalmente se c’è il counseling che deve essere fatto con attenzione, magari con due visite psicologiche e se la paziente capisce bene che si tratta di un intervento importante che comporta l’asportazione di tutte e due le mammelle e una ricostruzione, per cui è un percorso impegnativo che può avere le sue complicanze.

Una volta che tutto questo è chiarito e la donna è consapevole io credo che l’intervento si possa fare.

Per cui con serenità invito tutte, questa signora in particolare, coloro che hanno questi problemi a contattare i propri esperti, la vostra unità di genetica, fare un percorso e capire bene a che punto è la diagnostica della mutazione perché ci sono altre piccole sottospecie che vanno indagate e dopo di che, serenamente, con la psicologa trovare la situazione migliore.

A presto.

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