Eccoci ancora insieme con una domanda che esula un pò da tutte le altre, della quale però credo di aver parlato più volte insieme a voi attraverso informazioni, sia in Chirurgia Ricostruttiva che in Chirurgia Estetica, però credo che Martina che me l’ha fatta voglia una risposta immediata.

“Come si svolge la visita pre-operatoria? Quanto può e deve durare? Esiste una prassi?” Allora non esiste una prassi vera, io posso dire come faccio io e come fanno alcuni miei colleghi esperti con cui mi confronto durante le conferenze, i congressi nazionali e internazionali. Una visita pre-operatoria ha diversi momenti.

ll primo è fatto di ascolto, cioè capire perché la Paziente è venuta, cosa desidera, che cosa vuole e cercare di percepire bene qual’è il suo desiderio. Se parliamo di estetica, di cambiamento delle sue mammelle, io faccio solo mammelle, come sapete. Il secondo punto è cercare di essere chiari con la Paziente su quali sono soprattutto le complicanze, gli effetti collaterali, comprese la contrazione capsulare e le ALCL oggi; io ce l’ho nel mio consenso dal 2014 ma non per terrorizzare ma per mettere in chiaro che è un intervento chirurgico come tutti gli altri, non è una cosa di estetica e allora non esistono le complicanze.

Poi sono rarissime, per carità.

Faccio un esempio, dico alle mie Pazienti: la tengo ricoverata 24 ore perché se si rompe un vasellino che fa un’emorragia – che raramente succede – succede nel 90% dei casi nelle prime 24 ore e allora lo risolviamo immediatamente. Per cui, complicanze.

Una volta detto questo e capito il desiderio della Paziente, si passa alla visita. La visita vuol dire che la Paziente viene vista, si fa un’analisi bio-dimensionale e, a seconda della sua larghezza del torace, dell’altezza, ecc…e dei desideri precedentemente detti, di fronte a uno specchio si cerca di capire quali sono le reali intenzioni della Paziente e insieme si discute.

Perché dico si prendono le dimensioni? Perché ci sono alcune cose che sono negoziabili e altre no. Se io ho una larghezza del torace e so qual’è il massimo della larghezza degli impianti, se la Paziente chiede una cosa che va oltre le dico che non si può. Per cui alcune cose negoziabili e altre no. Questo distingue già la procedura di una visita.

Una volta che si è terminato, prese tutte le misure con attenzione, come si farebbe con un intervento, si riprende la visione globale dell’insieme si ridiscute l’intervento. Io a tutte le mie Pazienti – e questo mi dura 40 minuti a volte anche 50, perché dipende dal tipo di intervento – consegno il consenso, consegno il libretto che le compagnie danno della Protesi, così hanno tutte le informazioni mie, con il consenso, e della ditta che produce le Protesi.

E la Paziente le legge. E prima di 20 giorni, un mese non si fa l’intervento. Lei deve informarsi, leggere tutto quello che le ho dato, ritorna dopo 20 giorni per una nuova visita, che non deve pagare perché ovviamente è per decidere l’intervento e per capire se ci siamo capiti.

Per cui se mi chiede quanto tempo dura: 40, 50 minuti più altri 10 minuti, un quarto d’ora per capire se ci siamo capiti. In totale almeno un’ora.

Questo è il mio modo di lavorare e credo che dovrebbe essere il modo di tutti, come ho spiegato bene nel mio libro, non per fare pubblicità, costa 9 euro circa per cui io non percepisco quasi nulla, è un e-book, ma spiego proprio queste cose. A volte con disegni, con i video, ecc .

Si intitola “Con il Sen(n)o di poi”. Lo può trovare qui.

Credo che questo sia il modo migliore per avere una paziente ben informata, sperando che il chirurgo sia tecnicamente preparato.

Grazie.
A presto.

Esiste una - prassi - per una Visita Pre-Operatoria? #MaurizioNava #AskMBN #Chirurgia Condividi il Tweet
Dott Maurizio Bruno Nava

Specialista in Chirurgia Plastica Ricostruttiva e Estetica. Chirurgia generale – Oncologia.

Professore a Contratto – Scuola di Specializzazione in Chirurgia Plastica – Università degli Studi di Milano.