Terza e ultima parte dell’approfondimento sulle protesi mammarie.

 

Le protesi possono dare problemi?

Le protesi, come tutti i presidi chirurgici, non durano in eterno e necessitano di controlli regolari per evitare che insorgano disagi o problemi.

Oggi si ritiene che le protesi abbiano una vita media superiore ai 10/15 anni ma la relazione con il sistema immunitario gioca un ruolo fondamentale.

Più il sistema immunitario è attivo e più alta e la probabilità che vi sia un’usura, come per tutti i presidi chirurgici.

Sicuramente molto è legato alla scelta della protesi – quindi a una giusta pianificazione – all’utilizzo della tecnica chirurgica che salvaguardi i tessuti localmente e al periodo post operatorio che la donna deve seguire con molta cura.

Se tutto questo viene fatto, con le protesi di quinta generazione, i rischi sono sicuramente molto bassi.

Esiste comunque la possibilità di rottura della protesi che nei primi 10 anni è intorno al 2% per poi aumentare con il passare degli anni.

Secondo un lavoro scientifico pubblicato da una casa produttrice (Mentor), la rottura delle protesi è causata, circa nel 95% dei casi, da atti chirurgici al momento dell’inserimento.

Meglio, quindi, una cicatrice di un centimetro in più che rischiare di danneggiare la protesi; oltretutto la cicatrice guarisce meglio se leggermente più lunga.

Quindi se vengono soddisfatti i passaggi fondamentali della pianificazione e scelta condivisa – scelta della protesi corretta – di un’appropriata chirurgia e del periodo post operatorio attento, i rischi, le complicanze e gli effetti collaterali sono ridotti al minimo.

Tra le complicanze, la reazione capsulare è il problema più frequente e consiste in una reazione del sistema immunitario al corpo estraneo.

L’organismo forma una specie di cicatrice che avvolge la protesi e che, in alcuni casi, può diventare dura come un sasso alterando la forma della mammella. Questo episodio con le protesi di quinta generazione testurizzate, cioè rugose in superficie, è presente nel 5/8% delle mastoplastiche.

La percentuale può essere ridotta sino al 2-3% e un atto chirurgico può risolvere la complicanza.

Esiste un libretto informativo che ogni casa produttrice allega alle protesi e che dovrebbe essere consegnato alle pazienti prima dell’intervento, in modo da conoscere tutto sulle protesi; al termine dell’intervento deve essere consegnato invece, alla paziente un tesserino con le etichette relative alle protesi utilizzate e che la donna deve conservare.

 

Conoscere le protesi mammarie – prima parte go right here.

Conoscere le protesi mammarie – seconda parte.

 

Le immagini si riferiscono al libretto informativo di Allergan.

 

Maurizio Nava libretto informativo protesi Allergan

 

Maurizio Nava libretto informativo protesi mammarie Allergan

Dott Maurizio Bruno Nava

Specialista in Chirurgia Plastica Ricostruttiva e Estetica. Chirurgia generale – Oncologia.

Professore a Contratto – Scuola di Specializzazione in Chirurgia Plastica – Università degli Studi di Milano.