Continua il nostro approfondimento riguardo le protesi mammarie.

 

Come sono fatte le protesi?

Le protesi hanno un involucro esterno in silicone duro molto sottile – quindi la protesi rimane morbida – e una parte interna in gel di silicone più o meno coesivo. La parte esterna detta involucro, o “shell”, è formata da tre strati di cui uno impermeabile, per ridurre al minimo quello che si chiama gel bleeding, ossia il passaggio all’esterno dell’involucro di micromolecole di silicone.

Possono avere forma rotonda e quindi hanno base ed altezza uguali, e difficilmente possono dare una forma naturale; le mammelle, infatti, non sono delle emi-sfere con forma anatomica e hanno base e altezza diverse, sino a quindici forme diverse, per un totale di più di 250 protesi di diverso volume.

Nella mia pratica io utilizzo nel 98% dei casi impianti anatomici e proprio di questi vorrei parlarvi.

Quando si utilizza un impianto anatomico bisogna dimenticarsi del volume perché, ad esempio, per un volume di 290 cc possiamo avere 8 protesi diverse che hanno diversa base e altezza e quindi diversa forma; naturalmente se inserite daranno una forma di versa alla mammella.

Per questo motivo quando si sceglie una protesi anatomica bisogna utilizzare un approccio biodemensionale, basato sulle misure anatomiche di ogni singola paziente, valutare la qualità dei tessuti e, in accordo con i desideri della paziente – se soddisfabili – scegliere la forma che meglio si adatta. Il volume sarà quindi l’ultima cosa.

Le protesi hanno delle sigle che le distinguono per altezza e proiezione mentre la base sarà scelta in relazione alle dimensioni del torace.

La distanza, lato-lato del torace meno la parte centrale tra le due mammelle determina la misura massima del diametro, questo perché le protesi non devono superare la parte laterale del torace altrimenti impedirebbero un normale movimento delle braccia, creando disagi.

 

Faccio un esempio: se il torace misura 30 cm. di larghezza e la distanza, desiderata, tra le due mammelle è di 2 cm. vuol dire che il diametro massimo della base della protesi dovrà essere di 13 cm. Poi bisognerà considerare l’anatomia delle mammelle e i desideri della donna.

 

Sempre tornando alla sigle, faccio alcuni esempi per chiarire eventuali dubbi.

Fl-FM-FF-FX stanno rispettivamente per Full High e Low-Moderate-Full-Extra projection, che tradotto in italiano vuole dire altezza massima e 4 proiezioni: minima-media-massima e extra-proiettata.

Esistono 12 diverse forme per le protesi style 410: LL-LM-LF-LX/ML-MM-MF-MX/FL-FM-FF-FX mentre vi sono altre 3 forme per le protesi style 510, dual gel, che hanno forma diversa: la base è concava, i margini più sottili e la parte superiore più declive con, quindi, una forma finale diversa dalle 410.

Le style 510, come detto, hanno solo tre forme e solo extra-proiezione: LX -MX – FX.

In sintesi ci sono 15 diverse forme, per un totale di circa 250 protesi di diverso volume da scegliere.

Fondamentale per scegliere la protesi giusta, sia in chirurgia estetica che in chirurgia ricostruttiva, è necessario conoscere i desideri della paziente, analizzare bene le caratteristiche anatomiche del torace e delle mammelle, nonché dei tessuti sottocutanei e cutanei: solo allora si potrà condividere con la paziente la protesi ideale per raggiungere l’obiettivo e la donna potrà anche capire meglio perché a volte (anche se raramente) non è possibile soddisfare tutti i desideri ma è necessario scendere a compromessi.

Per arrivare a una scelta condivisa e per raggiungere l’obiettivo finale è necessario avere una donna bene informata e un chirurgo preparato che conosce bene le protesi e le tecniche chirurgiche per ottenere il risultato migliore.

Per questo motivo una visita non può durare 10 minuti ma ne richiede almeno 40/50.

 

Conoscere le protesi mammarie – prima parte.

Conoscere le protesi mammarie – terza parte.

 

L’immagine si riferisce al disegno della paziente pre operatorio.

 

Disegno pre operatorio Dott Maurizio Bruno Nava

Dott Maurizio Bruno Nava

Specialista in Chirurgia Plastica Ricostruttiva e Estetica. Chirurgia generale – Oncologia.

Professore a Contratto – Scuola di Specializzazione in Chirurgia Plastica – Università degli Studi di Milano.