Chemioterapia sottocute meglio della via endovenosa?

Buongiorno a tutte, torniamo alle nostre domande. Francesca ripercorre un argomento che abbiamo già affrontato precedentemente, parliamo quindi di innovazione; mi domanda: “É vero che le nuove Chemioterapie si possono fare sottocute e non più in endovena?
E se questo è vero potrebbe essere, come descritto in un articolo comparso sulla Stampa, che si risparmiano soldi, la paziente soffre sempre meno e ci sono altri aspetti utili a tutti e non solo al Paziente.”

É vero quello che lei dice però bisogna sempre leggere bene questi articoli; non è vero che tutti i Farmaci Chemioterapici possono essere utilizzati sottocute, anzi alcuni se escono dalla vena possono dare disturbi locali, infiammazioni, dolore e addirittura sofferenza dei tessuti.

L’esempio che è stato fatto in questo articolo si riferisce ai cosiddetti “Anticorpi Monoclonali” che vengono usati nel trattamento del Tumore alla Mammella e se non sbaglio nell’ Hodgkin, solo però se sia hanno delle caratteristiche specifiche del Tumore. Si chiama R2 Neu se è positivo e si può utilizzare il Trastuzumab finita la Chemio, che di solito viene fatta; si può continuare con questa Terapia attraverso questa nuova tecnica che deve essere consolidata come tutte e che può permettere di risparmiare del tempo alla Paziente essendo magari meno dolorosa e sicuramente utile per tutte la comunità perché fa risparmiare soldi al Sistema Sanitario.

Per cui sì, si può fare, ma solo per particolari farmaci e non per tutti.

Grazie.

A presto.

Chemioterapia sottocute meglio della via endovenosa? #MaurizioNava #Chemioterapia #AskMBN Condividi il Tweet
Dott Maurizio Bruno Nava
Specialista in Chirurgia Plastica Ricostruttiva e Estetica. Chirurgia generale – Oncologia.

Professore a Contratto – Scuola di Specializzazione in Chirurgia Plastica – Università degli Studi di Milano.